ROMANZI E RACCONTI

Muro Dolomitico (Terza ristampa)

 

Giacomo Sintini nel giro di meno di due anni guarisce dal cancro e vince lo scudetto. Osmany Juantorena pensava di smettere col volley a causa di una condanna per doping con la Nazionale cubana. Invece viene in Italia, sconta la pena, e si trasforma in un fuoriclasse. Simone Giannelli vede la sua carriera e la vita esplodergli in mano nel giro di pochi giorni: da imberbe panchinaro al più forte regista d'Italia. Ma c'è anche Donald Suxho che a vent'anni, appena emigrato a Boston, faceva il lavapiatti in una mensa d'ospedale e poi diventa il palleggiatore degli Usa alle Olimpiadi. E ci sono la trance agonistica di Matey Kaziyski, la caparbietà di Emanuele Birarelli, lo stakanovismo di Radostin Stoytchev, la mitezza di Angelo Lorenzetti, l'ambizione di Jenia Grebennikov, il dolore di Mitar Djuric, l'intuizione di Diego Mosna…

Trentasette storie di campioni che si incrociano tra il 2008 e il 2018 costituendo la squadra più forte del mondo.

Trentasette ritratti d'autore che, riuniti assieme, raccontano l'epopea della Trentino Volley e danno vita al primo romanzo della pallavolo.

 

 

MURO DOLOMITICO - Ritratti di protagonisti, storie di uomini.

Andrea Bari, Emanuele Birarelli, Matteo Burgsthaler, Davide Candellaro, Eder Carbonera, Matteo Chiappa, Massimo Colaci, Daniele De Pandis, Mitar Djuric, Simone Giannelli, Nikola Grbic, Jenia Grebennikov, Nicholas Hoag, Osmany Juantorena, Matey Kaziyski, Uros Kovacevic, Jan Kozamernik, Filippo Lanza, Srecko Lisinac, Angelo Lorenzetti, Diego Mosna, Gabriele Nelli, Martin Nemec, Aaron Russell, Roberto Serniotti, Giacomo Sintini, Tsvetan Sokolov, Sebastian Solé, Jan Stokr, Radostin Stoytchev, Donald Suxho, Tine Urnaut, Luca Vettori, Raphael Vieira, Leandro Vissotto, Aidan Zingel, Lukasz Zygadlo.

«A very interesting and enthusiastic book».

(LegaVolley.it)

«Da perfetto inviato e giornalista di spogliatoio, Barozzi si insedia nel palazzetto di allenamento di Trento per scalfire i segreti di ogni singolo ingranaggio del sestetto»

(Alberto Coghi, Libri di Sport - libridisport.com)

«Un volume che colma una lacuna importante».

(Guido Pasqualini L'Adige)

Spagna

 

Sam, figlio di un allevatore italiano, trascorre il Capodanno del Millennio a Barcellona e lì s'innamora di una misteriosa ragazza. Sullo sfondo arido e impassibile della Spagna, il destino lo trascina in un inseguimento folle, senza tempo, immerso nelle leggende del luogo e negli incontri più stravaganti. Una ricerca che, dopo essere rimasto orfano e privo di ogni legame affettivo con la propria terra, assumerà i toni dell'ossessione. E lo condurrà lungo il cammino della speranza, verso Santiago de Compostela. Sulle orme di quella donna.

 

«E' come l'inseguimento di un sogno che si trasforma in un ottimo pretesto per descrivere paesaggi e figure umane con grande cura dei dettagli».

(La Stampa/Tuttolibri)

 

«Un pellegrinaggio folle e ricco di imprevisti».

(Diario)

 

«Attento e intelligente visitatore […] Maurilio Barozzi unisce un’apprezzabilissima sensibilità nello scavare nella malinconia e nell’incertezza dell’animo umano».

(Trentino, Alto Adige, Corriere delle Alpi)

 

«Narrata con scrittura visionaria che mantiene sempre in bilico tra realtà e sogno, questa è una storia di amore e morte».

(L’Adige)

 

«Una sorta di western crepuscolare che riprende il tema del viaggio come iniziazione, dell'ovest come miraggio e della frontiera intesa come fine della terra: il confine assoluto e mitico che nel contempo lega e distingue l'uomo e il suo destino».

(Brescia Oggi)

 

«In una Spagna palesemente riconoscibile nelle sue più oleografiche caratteristiche - flamenco, passionalità, corrida e fede religiosa per citarne solo alcune - Barozzi ha abilmente ambientato una coinvolgente storia d'amore».

(Gazzetta di Parma)

Seme di metallo

Questo romanzo racconta la storia della nascita della più grande fabbrica di alluminio italiana, la Montecatini, e la maledizione che le diede vita. E dice della lotta tra i contadini che la ritenevano generatrice di malattia e gli operai per i quali era fonte di sostentamento.
Pubblicato per la prima volta nel 2006, e salutato dalla critica con recensioni molto positive, vi si narrano le vicende del vagabondo Isidoro Cavada che nel 1918 arriva a Mori, in Trentino, un borgo agricolo situato tra il bosco e le acque del fiume Adige. Gli abitanti vivono esistenze dure, scandite dai ritmi del lavoro nei campi, della cura del grano, del tabacco, dei bachi da seta, della messa, delle discussioni alla taverna e l’arrivo di questo forestiero li inquieta: sconosciuto, non frequenta la chiesa, non lavora, non aiuta nessuno. Compare e scompare quasi fosse un’ombra, un fantasma. Non parla, salvo quando predice una maledizione che i paesani non comprendono. Per tutti è un ladruncolo svitato da cui star alla larga. Ma nel 1927, quando allo stagno viene trovato il cadavere stuprato di una ragazza del luogo, gli abitanti del paese sanno con esattezza ciò che devono fare. Inizia così una caccia all’uomo, una specie di missione biblica, il cui epilogo farà emergere il lato violento, meschino e carico di squallidi segreti di quel mondo così distante dalla contemporanea realtà cittadina.
A intreccio, raccontate per flash di memoria, la nascita, la vita e la morte della fabbrica, la maledizione che Isidoro aveva preannunciato

«Noir d'autore, con scrittura netta e precisa come il taglio di un bisturi, il romanzo di Barozzi mantiene un'andatura costante che per contrasto aumenta nel lettore un disagio che si fa asfissia fino a un finale rocambolesco e nervoso, rapido e parzialmente atteso, che riprende la bellezza di certi passi messianici disseminati nel libro».

(Laura Caroniti, Lankelot.eu)

«Un racconto alla David Lynch che può essere accompagnato dalle musiche di Badalamenti e Antony and the Johnson».

(L’Arena di Verona)

«Un noir duro e teso […]. Con linguaggio secco e efficace racconta non solo di delitti e caccia all’uomo, di misteri e sospetti, ma rimette in gioco quel mondo del lavoro che portò a Mori e nel Trentino la Montecatini».

(Trentino, Alto Adige, Corriere delle Alpi)

 

 

«Amara è la storia del protagonista […]; duro è l’ambiente, ruvidi i personaggi, pregni di una violenza che pervade l’esistente».

(Silvia Bruno, L’Adige)

Caro Brasile.
Cronache da un bar sulla spiaggia tropicale

Dal 2004 al 2011 ho avuto un baretto sulla spiaggia a Itapuã, litorale Nord di Salvador de Bahia. Una cabana o barraca da praia, come la chiamano in Brasile. Da gennaio a marzo coagulavo tutte le ferie del mio mestiere di giornalista, ci aggiungevo un periodo di aspettativa e raggiungevo i miei due soci - un italiano e un brasiliano - nell’estate baiana. In quel baretto rifocillavamo i turisti con birra, acqua di cocco, guaranà e la cuoca, che noi chiamavamo tia, zia, faceva la miglior carne de sol mai assaggiata. Da lì ho potuto parlare con turisti di ogni nazionalità, ho osservato le tecniche di seduzione delle accompagnatrici, ho ammirato le qualità pedatorie dei calciatori che si esibiscono quotidianamente sul bagnasciuga, ho chiacchierato con centinaia di avventori, alcuni dei quali sono anche diventati amici. Da lì sono anche partito per raggiungere le più svariate mete brasiliane, molte delle quali sono raccontate negli articoli ora raccolti in questo volume. Da Jericoacoara a Ouro Preto, dalle cascate di Iguaçu a Rio de Janeiro, dalla Chapada Diamantina al Morro de São Paulo e tutta la Costa del Cacao: diciotto reportage dal Brasile autentico.

Oltre la zona d'ombra

Dimesso dall'ospedale in fretta e in furia dopo un incidente, Raimondo Santi si trova all'imbrunire sulla strada, senza soldi e senza telefono. È per lui un sollievo l'offerta di un passaggio da parte di Carlone, un compaesano. Ma accettarlo sarà un errore madornale. Anziché a casa, il viaggio condurrà Santi in una grottesca cava e sarà per lui l'inizio di un incubo senza fine. Un gruppo di misteriosi personaggi lo costringe a lavorare, pagandolo pure perché «è con i soldi che si rende un uomo prigioniero». Scavando l'argilla, Santi scava anche nel suo passato per trovare un senso a quel rapimento. E, quando lo stesso Carlone d'improvviso lo aiuta a fuggire, le cose precipitano. Fuori dalla cava, anziché libero, Santi diventa complice di un omicidio e si trova ad essere braccato sia dai suoi imperscrutabili rapitori che dalla polizia. Col tempo che stringe, deve così indagare a perdifiato su quanto gli è accaduto per scoprire chi ci sia dietro a quell'oscura trama. E, quando la scoprirà, la verità sarà terribile. In queste pagine Maurilio Barozzi disegna una traiettoria verso il buio in cui il suo protagonista annega per disperazione. Ma è proprio naufragando che individua con chiarezza il suo unico appiglio.

Voci dalla strada

“Un mio vecchio amico era solito fare il gradasso dicendo: «Sono talmente avanti che se guardo il retrovisore dell’auto vedo il futuro». Una spacconata, certo, ma a ben vedere voltandosi indietro spesso si trovano i semi che hanno germogliato ciò che siamo adesso e forse anche quello che saremo”. Infatti, già vent’anni fa l’enogastronomia cominciava a dilagare ed aveva generato il ‘Mostro culinario’ mentre il più furbo navigava in rete e sapeva di tutto, ad eccezione delle attività extraconiugali della moglie ne ‘L’internauta tuttologo’. Epperò resistevano da lustri - e resistono tutt’ora - il ‘Bar dela tetona’, la barista maggiorata e le discussioni sportive dal barbiere, il ‘Gotha della teoria del calcio’. Imperversavano già pure le doppie morali, incarnate dal barista – razzista e saccente – che perde la memoria quando deve battere ‘Lo scontrino’. Durano ancor oggi, imperterrite, anche le promesse elettorali e gli elettori approfittatori di ‘Millantatori alla riscossa’ e, purtroppo, anche le disfunzioni croniche, sbertucciate ne ‘I pendolari delle FFSS’.
‘Voci dalla strada’ è stata la dissacrante rubrica settimanale che Maurilio Barozzi ha tenuto sul quotidiano «l’Adige» di Trento a cavallo tra il 1999 e il 2000. Talvolta esilaranti, talvolta invece molto amari, questa serie di articoli/racconto gettano uno sguardo ironico e disincantato sulla realtà che descrivono.

Una giornata storta (Racconto)

Il racconto "Una giornata storta" narra la vicenda di Franco, un giornalista che durante un inseguimento automobilistico si trova a dover soccorrere i feriti di un incidente stradale. In un crescendo surreale, Franco sarà invischiato suo malgrado nella controversia tra il santone di una strana setta, la sua compagna e il loro figlioletto con dei problemi psichici che lo trascineranno ineluttabilmente verso un destino del tutto inatteso.

El Trinche (Racconto)

Per gli anziani di Rosario è stato il più forte calciatore di tutti i tempi. Luis Menotti lo definiva un campione; José Pekerman lo considerava un genio in gabbia, Marcelo Bielsa aspettava la domenica per andare a vederlo giocare. Lui, 'El Trinche' Carlovich, era il re del tunnel e il suo sinistro - la mágica zurda - veniva cantato in tutta la provincia di Santa Fe. Quando, nel 1993, Maradona tornò a giocare in Argentina, arrivò a Rosario e disse: «Credevo di essere il miglior calciatore al mondo, ma da quanto sento il migliore ha già giocato qui: era un certo Tomas Carlovich detto El Trinche». Questo racconto è ispirato alla sua storia.