

Il samba di Priscilla
Ambientato in Brasile, svela i sotterfugi della Federcalcio brasiliana per coprire la tangente versata al Qatar in cambio dell'appoggio per l'organizzazione del Mondiale di calcio del 2022.
Maurilio Barozzi
Il samba di Priscilla
Pp. 375 € 16,00 (cartaceo) € 9,90 (ebook)
ISBN 9791280916297
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Una giornalista tostissima nella ragnatela di un thriller che mescola fiction e cronaca
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La trama creata da Maurilio Barozzi è molto intricata; è riuscito a intrecciare molti temi che non hanno tempo: prostituzione, corruzione, politica, potere. Li ha miscelati e mischiati in un intreccio difficile da sciogliere
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Noir dai ritmi serrati ricco di colpi di scena e di suspense
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Dietro le molte luci che attraggono i turisti, le ombre si allungano inquietanti
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IL LIBRO
Brasile, 2011. Una brillante giornalista in carriera, Priscilla Amorim, indaga su un faccendiere italiano emigrato a Salvador de Bahia e sul suo giro di modelle-escort. Di lì a poco si troverà precipitata nell’abisso: due reporter italiani scomparsi, una squillo uccisa da un’overdose di eroina e l’esibita influenza mafiosa della famiglia Magellano. Intanto, a Rio de Janeiro l’avvocato Renato Marconi trama per far riscuotere ai suoi boss – i Pineira, signori della Federcalcio – una milionaria tangente che gli emiri del Qatar hanno promesso in cambio dell’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2022. Quando le brame delle due potentissime casate brasiliane – Magellano e Pineira – entreranno in collisione, lo scontro sarà cieco e senza esclusione di colpi. Mai scesa a compromessi, solo Priscilla può trovare la via della salvezza. Saprà imboccarla?
Maurilio Barozzi, di casa in Brasile, affresca la contraddizione di una terra ospitale e allegra che spesso deve fare i conti con poliziotti, imprenditori, politici, prostitute, sindacalisti e giornalisti invischiati in un gioco di potere che li usa senza scrupoli. Un mondo degenerato dove il ricatto è la moneta corrente.
COME INIZIA IL ROMANZO
Rio de Janeiro, 15/2/2011.
Era sbarcata a Rio de Janeiro per intervistare Alexander Braga. In aereo si era studiata il dossier: lo stilista aveva fatto la grana coi tanga, a São Paulo. Si era elevato disegnando cappelli di lusso, a Rio. Ora preparava lo sbarco a Salvador de Bahia.
Il direttore di A Tarde l’aveva inviata laggiù dicendole solo: “torna con un buon pezzo”. Era un esame. Con Boaventura ogni trasferta era un esame. In redazione lo chiamavano O professor. Lui ne andava fiero.
Alle 16.29, Priscilla camminava nel cuore di Ipanema schivando le radici di mangabeira che sfondavano l’asfalto. Rua Garcia d’Ávila: librerie, gioiellerie, vetrine immobiliari senza prezzi. Lusso discreto per riccastri anonimi, pensò mentre vibrava il cellulare.
Un sms. Alfredo Stedile, collega di Rio: “Domani ore 13, Papa Fina. Tutto confermato?”
Rispose: “Ok.”
Mancavano ancora venticinque minuti all’appuntamento. Si sedette su una panchina. Stava riordinando gli appunti quando arrivò un altro messaggio.
Ramon, il calciatore.
“Amazzone, sono a Bahia. Ci vediamo?”
Firmato: O reizinho da toca.
– Reizinho di ‘sto cazzo, – mormorò. Spense il telefono.
[...]








