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  • Maurilio Barozzi

Il samba di Priscilla: 4,5 stelle su Thriller Life

Aggiornamento: 2 giorni fa

Claudia Pieri recensisce il romanzo "Il Samba di Priscilla" sul portale di letteratura Thriller Life e intervista Maurilio Barozzi.


Frammenti estratti dall'articolo di Claudia Pieri (Leggerefabene) - Recensione completa su: THRILLER LIFE

- 10 gennaio 2023


«Il taglio scelto per il racconto – Il samba di Priscilla – è quello del thriller con sfumature noir e grazie ad uno stile di scrittura incisivo e a capitoli brevi, che scandiscono l’arco temporale serrato entro cui si svolgono i fatti, il ritmo della narrazione si fa subito incalzante, aderendo perfettamente alla struttura narrativa e alla storia».


«L’autore, con pennellate ricche di sfumature, dipinge un vero e proprio affresco di varia umanità, dove spiccano la figura di Priscilla Amorim, la giornalista protagonista della storia, e quella di Renato Marconi, avvocato al servizio di una delle famiglie più potenti del Brasile, i Pineira, boss della Federcalcio».


«Durante il racconto i tratti distintivi del loro carattere, le debolezze e i punti di forza, emergono con chiarezza e si impongono al lettore suscitandogli i sentimenti più disparati, grazie all’abilità dell’autore nel creare una forte corrente di empatia».


«Traspare da ogni rigo l’intima conoscenza di questa terra, dei suoi abitanti, delle sue criticità, da parte dell’autore che è estremamente accurato non soltanto nelle descrizioni ambientali, ma anche in quelle più squisitamente socio culturali».


Brani dell'intervista pubblicata il 12 gennaio su THRILLER LIFE (completa qui)


Nel romanzo "il samba di Prisilla" l’eroina, il modello positivo è Priscilla, determinata e ambiziosa, è lei che indaga senza farsi piegare, né intimorire dalle difficoltà che incontra. Ultimamente assistiamo ad un incremento esponenziale nel ruolo che rivestono le protagoniste donne nella narrativa. Come hai scelto Priscilla? Quali elementi fondamentali incarna?

Nonostante i fatti mi abbiano talvolta smentito, continuo a pensare che le donne siano meno inclini al compromesso col potere. Con qualche deplorevole eccezione, le ritengo meno spregiudicate e, per tanto arriviste che possano essere, secondo me mantengono un più nitido rigore morale. Credo che ciò sia dovuto al senso materno, al generare direttamente la vita e dunque il futuro. Non è un caso che se una donna deve scegliere tra la maternità e il lavoro, spesso sceglie la prima. Cosa che quasi mai accade agli uomini. Dunque era giusto che l’unico personaggio in grado di costruirsi una via di fuga dalla perdizione raccontata nel romanzo fosse una donna.

Priscilla è però un personaggio molto complesso. È una donna emancipata e determinata. Una donna che ha cercato la sua strada fin da bambina e per intraprenderla ha lasciato la sua famiglia, in Amazzonia. Priscilla è anche una donna scaltra, non certo moralista. Sa usare l’alcova quando serve, tuttavia sa riconoscere da sola il proprio opportunismo e sa darsi un limite. Nei suoi comportamenti non sempre è ortodossa (è lei che spinge Camerini a registrare a letto le confessioni della prostituta Eva: non esiste il peccato al sud dell’Equatore) però è motivata da alti ideali di fondo e anche forse da un certo tradizionalismo: alla fine le pesa aver abbandonato la famiglia – in particolare il padre, denotando forse una visione patriarcale – e anni dopo rimugina ancora su quell’addio.

Proprio per questo Priscilla è anche una donna tormentata. La sua ambizione professionale ogni tanto la porta a scartare dalla strada che pensava di percorrere. Il giornalismo è opposizione, pensava. Invece deve fronteggiare la fallacia di tale convinzione. Così come deve fare i conti con la mancanza di una vita privata, sacrificata sull’altare della carriera.

Alla fine, penso che la principale dote di Priscilla sia quella della consapevolezza: non è perfetta ma riconosce di sbagliare e non indulge sui suoi errori. Come ho già avuto modo di dire, è in certo modo un personaggio shakespeariano che origlia se stessa e decide di cambiare.

Dunque è artefice del proprio destino.

Diversamente da Renato Marconi, l’altro personaggio cardine del romanzo.

Infatti. Se Priscilla è il modello positivo, al suo opposto si colloca Renato Marconi, avvocato al servizio di una delle famiglie più potenti del Brasile, i Pineira, boss della Federcalcio. I due sono accomunati dalle origini povere e dal desiderio di riscatto, ma sono agli antipodi per l’uso che fanno della loro ambizione. Parlaci di Renato, come è nato, a chi ti sei ispirato per la sua figura, è un personaggio totalmente di fantasia ?

Eh dannazione! Proprio tutti i segreti devo raccontarti…

Renato Marconi è ispirato a un tale che faceva affari con il mio socio al bar sulla spiaggia. Quando lo vidi per la prima volta, con i suoi capelli neri, abbronzato e in camicia nera, pensai che poteva essere un playboy, o un trafficante, o un ricattatore che veniva a chiedere il pizzo. Così rimasi colpito quando me lo presentarono: era un avvocato e gestiva la commercializzazione di una delle marche di birra più importanti del Brasile. Mi pareva affascinante, ingannevole e oscuro, perfetto per un ruolo da bel tenebroso. E gli ho cucito addosso un passato parallelo a quello di Priscilla.

Anche lui ha abbandonato la sua terra povera – Amazzonia per Priscilla e il sertão per Renato – in cerca di successo. Entrambi sono svegli e rapidi, molto brasiliani. Entrambi hanno studiato e si sono preparati a fondo per avere successo. Però a differenza di Priscilla, Renato recide le sue radici col sertão, disconosce la sua terra e la sua famiglia. Si immedesima completamente nel suo lavoro e nel suo boss, infischiandosene delle sue scelte morali. Ogni tanto i dubbi lo assalgono, ma li risolve in fretta, convincendosi di non avere ormai altra scelta. Solo che, così facendo, si lega ulteriormente al destino del suo capo e rinuncia all’autonomia. Priscilla viceversa rimane sempre ancorata ai suoi valori di fondo, alle sue radici. [...]

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Maurilio Barozzi, 𝗜𝗟 𝗦𝗔𝗠𝗕𝗔 𝗗𝗜 𝗣𝗥𝗜𝗦𝗖𝗜𝗟𝗟𝗔, Borderfiction. Pp. 375 €16,00 (cartaceo), €9,90 (ebook).

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