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  • Maurilio Barozzi

Cinquecolonne Magazine. Intervista 8/12/2022

Aggiornamento: 8 gen

Il romanzo di Maurilio Barozzi "Il samba di Priscilla" recensito da Francesca Amore. Con intervista all'autore.

Francesca Amore - CINQUECOLONNE MAGAZINE

- 8 dicembre 2022 -



«L’autore, Maurilio Barozzi, ci racconta un Brasile che conosce alla perfezione e, ispirandosi a fatti realmente accaduti, tratteggia una società invischiata in torbidi giochi di potere a tutti i livelli (dalla politica al sindacato) che sfruttano e stritolano l’intera società. [...]»

«Un noir dai ritmi serrati, ricco di colpi di scena e di suspense che trascina il lettore tra i colori e la cordialità del mitico Brasile e la strisciante corruzione che si insinua in tutti i settori della società e della politica. [...]»


Recensione completa e intervista su Cinquecolonne Magazine

Qui un estratto dell'intervista

Nel suo romanzo, Priscilla è una giovane giornalista brasiliana che segue un’inchiesta scottante. Quanto c’è di lei nella sua protagonista?


C’è parecchio di me. O almeno lo spero, visto che Priscilla è l’unico personaggio del romanzo che ha un’elevata statura morale. Non è perfetta: è testarda, spigolosa, ribelle. Ha una fragilità di fondo legata alla sua ambizione professionale e, come quasi tutti gli altri personaggi del romanzo, anche lei non si fa troppi scrupoli a usare scorciatoie per arrivare allo scopo. Però sa darsi un limite e riesce a non oltrepassarlo. Soprattutto direi che è un personaggio consapevole, capace di costruire il suo destino. In certo senso, Priscilla si può definire shakespeariana: Harold Bloom direbbe che “origlia se stessa e la sua reazione è la volontà di cambiare”. Ecco. Si predica sempre che si impara dai propri errori però sono poche le persone che davvero riescono a farlo. Priscilla è una di queste. Spero di esserlo anch’io.

Lei ha vissuto e lavorato per tanti anni in Brasile, Paese in cui è ambientato il suo romanzo. Il livello di corruzione che ci racconta nel libro (e che rispecchia la realtà) è altissimo. In base alla sua percezione, come vivono questa situazione le persone come Priscilla Amorim? La combattono, la subiscono, vanno via dal Paese?


Le persone come Priscilla Amorim combattono lo status quo. Priscilla non è incline al compromesso col potere. Certo, nella realtà non ci sono molte Priscilla, però ci sono. Ci sono nel giornalismo, ma ci sono nella polizia (anche nel finale del romanzo è proprio un poliziotto che va a complimentarsi con lei per la sua inchiesta), nella scuola, nell’ambito sociale. A Bahia ho conosciuto moltissime persone impegnate nel volontariato sociale che aiutano i meninos de rua o gestiscono scuole di capoeira per offrire a quei ragazzini un’ipotesi di futuro. Certo, qualcuno se ne va ma in genere chi emigra lo fa più per morivi di lavoro che come reazione alla corruzione dilagante. I più la considerano ormai parte integrante del loro mondo, una situazione con cui fare i conti. Il problema di fondo è che il potere è onnivoro e pervasivo e diventa difficile svincolarsene dopo averlo abbracciato. E comunque vorrei chiarire che ho ambientato questo romanzo in Brasile ma credo che, con sfumature diverse, avrei potuto ambientarlo in qualsiasi luogo del mondo. La corruzione non è certo prerogativa brasiliana. Basti vedere la bufera che ha investito la Francia dell’ex presidente Sarkozy e l’ex calciatore Platini proprio in relazione alle presunte tangenti intascate dal governo del Qatar per l’organizzazione dei Mondiali del 2022.

Analizzando le fasi del processo creativo, quando si appresta a scrivere un nuovo romanzo, qual è la parte che le piace di più?


A dire la verità su di me ognuna delle fasi esercita un grande fascino. Mi eccita molto l’idea iniziale, quella che mette in moto tutto il processo, e la fase in cui creo i personaggi e scarabocchio le loro biografie. Poi mi impegnano molto la definizione della trama, della scaletta e della prima stesura. Per quanto mi riguarda, sono le più dure anche perché inevitabilmente lunghe e tortuose, con momenti di slancio e altri meno effervescenti. Però sono il vero frutto dell’opera: una volta portata a termine questa fase posso tirare un sospiro di sollievo. E posso dedicarmi alla riscrittura, la revisione e la limatura finale. Fasi, queste ultime, che determinano l’estetica dell’opera e in certo senso lo stile.




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Maurilio Barozzi, 𝗜𝗟 𝗦𝗔𝗠𝗕𝗔 𝗗𝗜 𝗣𝗥𝗜𝗦𝗖𝗜𝗟𝗟𝗔, Borderfiction. Pp. 375 €16,00 (cartaceo), €9,90 (ebook).

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