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Maurilio Barozzi

Ciclismo senza confini

Dal Giro del Trentino al Tour of the Alps

Pp. 271
€ 19,50 (cartaceo) € 9,90 (ebook)
ISBN 9791280916266
BORDERFICTION EDIZIONI
Collana On Field
Formato: brossura, 20cm x12,5 cm

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Maurilio Barozzi 

Ciclismo senza confini.

Dal Giro del Trentino
al Tour of the Alps

Disponibile dal 14 aprile 2022, il mio nuovo libro "Ciclismo senza confini. Dal Giro del Trentino al Tour of the Alps" (Borderfiction Edizioni) parla di ciclismo ma anche di politica.

È la storia di una corsa ciclistica – il Giro del Trentino, oggi Tour of the Alps – che ha esaltato campioni, esplorato tragitti e soprattutto ha ricucito una frontiera un tempo linea di guerra.
Le vie che grosso modo cent'anni fa si trovavano sul fronte bellico ed erano contese con le armi sono diventate terreno di sfida sportiva, di pacifico incontro tra tifosi, di mescolanza tra le genti. Le autorità di province che un tempo erano periferie dei rispettivi Stati (Italia e Austria) e poggiavano schiena contro schiena, hanno rivolto lo sguardo le une alle altre, lavorano assieme e per una settimana sono a loro volta il centro dell'interesse ciclistico internazionale.
Sulle strade di questa corsa sono nate le grandi rivalità tra Moser e Saronni, già avversari nell'edizione del 1979; tra Simoni e Cunego, che nel 2004 hanno acceso la miccia della dinamite che sarebbe esplosa venti giorni dopo al Giro d'Italia; ma anche tra Chiappucci e Fondriest, che nel 1993 si improvvisarono in alcune gag dopo-gara al limite del melodramma farsesco.
Scoperta da questa corsa, l’Alpe di Pampeago dal 1992 si trasformò da habitat esclusivo di sciatori a paradiso di mountain bikers e ciclisti; la Avio San Valentino, la Sega di Ala ma anche Punta Veleno, il Passo Redebus e molte altre hanno fatto al “Trentino” il loro debutto in tracciati professionistici per poi entrare stabilmente nella geografia del ciclismo.
In questa gara hanno vinto tre volte Cunego, due volte Moser, Nibali Savoldelli, Casagrande. E poi, tra gli altri, Bugno, Fondriest, Saronni, Argentin, Chiappucci, Simoni, Basso, Pozzovivo, Yates… E l’indimenticato Michele Scarponi.

«Maurilio Barozzi ha il merito di mettere insieme i tasselli per creare un grande affresco che accanto ai campioni che hanno attraversato le strade della gara, cuce la storia su una frontiera che fu linea di guerra»

Luigi Longhi, l'Adige

«Maurilio Barozzi, cronista sportivo sempre alto sui pedali»

Carlo Martinelli, Alto Adige