• Maurilio Barozzi

Itas, iridata per la seconda volta a Doha


DOHA (Qatar) - Quando, sul 9-14 del quarto set, la battuta di Kaziyski colpisce il nastro e cade beffardamente nel campo polacco risulta evidente che gli dei dell’Olimpo hanno preso la loro decisione: la squadra più forte del mondo è ancora la Trentino BetClic. Fine della discussione. Lo Skra Belchatow, per la seconda volta consecutiva, perde all’ultimo atto il campionato mondiale per club di Doha.

Perde ad opera della Trentino BetClic e se ne torna a casa con le mani vuote. Oddio vuote... per loro c’è un cospicuo premio di 170 mila dollari, ma il prestigio della vittoria - oltre ai 250 mila dollari per il primo - resta a Trento. «Sapevo che questo trofeo sarebbe tornato con noi - racconta sorridente e abbronzatissimo il presidente della squadra Diego Mosna -. Infatti avevamo fatto far le maglie con i colore dell’iride e sapevo che non avremmo dovuto buttarle». Scherza il presidente. Ma in cuor loro i trentini ci credevano, e molto, in questo successo. Così come ci credeva la squadra.

Quella di ieri è stata la nona finale di sempre della Trentino Volley, la quarta internazionale dopo le tre giocate a Praga il 5 aprile 2009, a Lodz il 2 maggio 2010, entrambe in Champions League, e poi proprio a Doha, lo scorso anno sempre per il mondiale. Sempre contro il Belchatow, che quest’anno è ancor più agguerrito. Ha già battuto la BetClic a novembre e vuole ripetere quel successo, vendicando nello stesso tempo la sconfitta qatarina dello scorso anno.

Per giocare questa finale, dopo il percorso netto per arrivare fino all’ultimo atto, Stoytchev si affida alla formazione tipo vista in questa competizione, con Raphael al palleggio, Stokr opposto, Kaziyski e Juantorena schiacciatori, Riad e Sala al centro e Bari libero.

Il Belchatow di Nawrocki non si discosta dalla scelta, e si affida ai soliti cannonieri di palla alta: l’opposto Wlazly più Kurek e Winiarski in posto quattro; dunque Falasca in regia, Mozdoznek e Plinski centrali, Zatorski libero.

Il primo set è deciso dal solito servizio di Juantorena che spariglia una situazione incagliata sul punto a punto con una serie da cinque break: muro di Stokr, errore di Kurek, ace, errore di Kurek, muro di Sala. E così, in particolare grazie a servizio e muro (7-0 in questo fondamentale), il primo set salpa in direzione Trento.

La partita prende una piega dura, difficile da togliere quando nella fase centrale del secondo set mettono il turbo contemporaneamente Riad e Juantorena.

Il primo al servizio, il secondo in attacco. Un tornado che porta la BetClic al largo, fino al 9-16. A quel punto le ormai fragili certezze dei polacchi vacillano. Già sul 4-7 Nawrocki aveva sostituito il palleggiatore Falasca con Woickin e, dopo che Kurek ha subito l’ennesimo ace, gli ha preferito Antiga. Ma le cose non migliorano per i gialli del Belchatow. Tanto che lascia il campo anche Wlazly sostituito nel ruolo di opposto da Novotny.

Questo tourbillon di sostituzioni non ha altro che lo scopo per dare un po’ di ossigeno al cervello dei sostituiti, in attesa del terzo parziale che inizia con un’altra dinamica. Il Belchatow mette a segno il primo muro per la sua squadra con Falasca, nel frattempo rientrato in campo come tutto il sestetto di partenza. Ma dopo aver raggiunto il traguardo del primo timeout tecnico sul 8-5, si vede recuperare fino al 9-8 grazie al turno di battuta di Raphael che ha propiziato due break. Un ace, fintando la float, e un muro di sala su attacco di Wlazly. Il match rimane in equilibrio fino quando alla battuta va Antiga che ottiene un filotto da tre e chiude il set: è 25-20 per i polacchi.

Sale ancora Stokr. Che attacca e mura con continuità impressionante. Juantorena è sempre efficace al servizio.

Dopo un battibecco tra Kurek (in panchina) e Riad sul 4-6 costato un’ammonizione a testa (dunque un punto), è proprio con il cubano al servizio che la BetClic allunga e quando sul 9-14 la battuta di Kaziyski colpisce il nastro la sorte ha deciso. Raphael fa miracoli in difesa, Sala e Juantorena murano ancora e la partita finisce. Trento è di nuovo campione del mondo.

Riad e Juantorena si abbracciano; Stokr - al primo traguardo internazionale - è raggiante e ringrazia tutti quanti; Kaziyski schizza verso Bari e i compagni che entrano in campo, compresi Birarelli e Bratoev, fuori rosa.

Raphael abbraccia Zygadlo, Della Lunga, Leonardi e Colaci. Sokolov esulta sotto il pubblico mentre Sala corre in giro per il campo. La festa coinvolge anche dirigenti e staff. Tutti a salutare i tifosi giunti fin qui per assolvere a una scommessa: quella di festeggiare di nuovo la vittoria. Lo hanno fatto.

(L’Adige, 22 dicembre 2010)