• Maurilio Barozzi

Ricardo Lucarelli il poeta del volley

Aggiornamento: giu 7


Ricardo Lucarelli

A guardare il mondo dall’alto ha imparato a sette anni. Allora si appendeva al cornicione della finestra di casa, al terzo piano, e da lì scrutava la sua città – Contagem, in Minas Gerais, Brasile – da un’altra prospettiva. Mamma Rosa, naturalmente, impazziva per quella rischiosa abitudine del piccolo Ricardo Lucarelli. «Entrava in stanza sempre con circospezione perché temeva di spaventarmi e farmi precipitare di sotto», ricorda ridacchiando Lucarelli. Non sapeva, mamma Rosa, che in quel gesto folle e ribelle il ragazzino stava formando il suo futuro: falangi forti come tentacoli, ottime per la pallavolo; l’abitudine a stare in alto senza farsi prendere dalle vertigini, altra buona cosa per chi poi vincerà le Olimpiadi a 24 anni; e la capacità di vedere il mondo da un’altra prospettiva: ciò che fa di Lucarelli un poeta. «Ora è qualche tempo che non ne scrivo, ma una delle mie passioni è comporre poesie», racconta.

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L'articolo è stato citato su Slalom - la rassegna stampa ragionata dello sport italiano.





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