VOCI DALLA STRADA

Un mio vecchio amico era solito fare il gradasso dicendo: «Sono talmente avanti che se guardo il retrovisore dell’auto vedo il futuro». Una spacconata, certo, ma a ben vedere voltandosi indietro spesso si trovano i semi che hanno germogliato ciò che siamo adesso e forse anche quello che saremo”. Infatti, già vent’anni fa l’enogastronomia cominciava a dilagare ed aveva generato il ‘Mostro culinario’ mentre il più furbo navigava in rete e sapeva di tutto, ad eccezione delle attività extraconiugali della moglie ne ‘L’internauta tuttologo’. Epperò resistevano da lustri - e resistono tutt’ora - il ‘Bar dela tetona’, la barista maggiorata e le discussioni sportive dal barbiere, il ‘Gotha della teoria del calcio’. Imperversavano già pure le doppie morali, incarnate dal barista – razzista e saccente – che perde la memoria quando deve battere ‘Lo scontrino’. Durano ancor oggi, imperterrite, anche le promesse elettorali e gli elettori approfittatori di ‘Millantatori alla riscossa’ e, purtroppo, anche le disfunzioni croniche, sbertucciate ne ‘I pendolari delle FFSS’. ‘Voci dalla strada’ è stata la dissacrante rubrica settimanale che Maurilio Barozzi ha tenuto sul quotidiano «l’Adige» di Trento a cavallo tra il 1999 e il 2000. Talvolta esilaranti, talvolta invece molto amari, questa serie di articoli/racconto gettano uno sguardo ironico e disincantato sulla realtà che descrivono. Include anche 'By night - l'inchiesta sul mondo della notte'

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