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Armi e potere: l'idea di Carl Schmitt 27/3/2023

Aggiornamento: 11 lug 2023


Armi, armi, armi. È il mantra delle preghiere del presidente ucraino Volodymyr Zelenski rivolte all’occidente. Armi che egli, assicura, userà per arginare l’espansionismo russo. Tuttavia, ricorda il filosofo del diritto Carl Schmitt, proprio le armi e il loro sempre maggior grado di sofisticazione tecnologica rendono il potere un’entità autonoma, sempre più indipendente dalla volontà dell’uomo. Citando Thomas Hobbes, Schmitt scrive: «L’uomo è nei confronti dell’altro uomo, dal quale crede di essere messo in pericolo, molto più pericoloso di qualsiasi animale, dato che le armi dell’uomo sono più pericolose di quelle dell’animale». Dal 1650, quando Hobbes esprimeva questa tesi, «la pericolosità dei mezzi tecnologici è cresciuta a dismisura e, altrettanto proporzionalmente, è cresciuta la pericolosità dell’uomo per gli altri uomini». Nel suo scritto “Dialogo sul potere”, pubblicato nel 1954, dunque dopo essere stato assolto dalle accuse di filonazismo, Schmitt sostiene soprattutto che le armi sono il vero strumento di potenza internazionale. «Chi è oggi veramente l'uomo? - si domanda - Colui che produce questi moderni mezzi di annientamento e li usa o colui contro il quale sono usati? Se si dice che il potere, come la tecnologia stessa, di per sé non è né buono né cattivo ma neutro e che il potere altro non è se non ciò che l'uomo trae da esso, ci si trova in un vicolo cieco. Questa conclusione ci pone di fronte a una difficoltà insormontabile: chi decide in questo caso sul bene e sul male? Il potere dei moderni mezzi d'annientamento supera la forza dell'individuo umano che li inventa e li usa, così come le possibilità delle macchine e delle tecniche moderne aumentano la forza dei muscoli e del cervello umano. In questa stratosfera, in questo campo di ultrasuoni, la buona o la cattiva volontà dell'uomo non hanno più diritto di cittadinanza. (…) Non è più l'uomo come uomo a condurre il tutto, ma una reazione a catena provocata da lui. Superando il confine della natura umana essa trascende anche tutte le norme che possono regolare il potere umano e le relazioni tra gli uomini».

Carl Schmitt, Dialogo sul potere, Il Melangolo, 1992.


(L'Adige 27/3/2023)


Maurilio Barozzi LA BIBLIOTECA DI BABELE  L'attualità letta attraverso le pagine dei miei libri preferiti  Ogni lunedì, sulla pagina culturale del Quotidiano l'Adige

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