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Copia di Caipirinha Mundial #4 - Italia? Pronta a sorprendere

  • Immagine del redattore: Maurilio Barozzi
    Maurilio Barozzi
  • 29 mag
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 2 giu


Strada brasiliana con gente festante in maglia gialloverde
Mondiale 2014 – L'Italia si preparava con i suoi giocatori migliori

Brasile 2014.

Il Brasile sognava il proprio Mondiale.

L’Italia cercava il proprio riscatto.

Pirlo.

Balotelli.

Prandelli.

Non eravamo i favoriti.

Ma eravamo pur sempre i campioni del mondo del 2006.

E l’eliminazione ai gironi del Sudafrica sembrava ancora un incidente di percorso, non l’inizio di una lunga sparizione.

Nel 2014 l’ultima Italia mondiale esisteva ancora.

Noni nel ranking FIFA, non eravamo ancora il Paese delle tre qualificazioni mancate consecutive.

I giornalisti brasiliani avevano però annusato l’aria. Descrivevano il girone dell’Italia come il girone di ferro del Mondiale, anzi il «girone della morte». A sentirli, infervorati, il blasone delle squadre ne garantiva il valore. Con gli azzurri, quattro volte campioni del mondo, e l’Inghilterra, vincitrice nel 1966 e considerata la madre del football, c’era pure il padre: l'Uruguay, due volte campione. Insomma, c’erano i sedicenti genitori del calcio nel girone mondiale dell’Italia e della sventurata Costa Rica, vittima predestinata. Che invece mise tutti in fila.


Maracanã nasce anche dentro quell’attesa: tra un Brasile che preparava la festa e un’Italia convinta di poter tornare protagonista.

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Caipirinha Mundial — Brasile 2014.

L’ultimo Mondiale con l’Italia.


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Vuoi continuare il viaggio nel Brasile reale?

→ Maracanã — il romanzo del Mondiale 2014.

→ Il samba di Priscilla — thriller sul lato oscuro del Brasile.



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