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Don Chisciotte e il Festival di Sanremo 13/2/2023

Aggiornamento: 11 lug 2023


Corroborati da 73 anni di storia personale, le polemiche e il Festival di Sanremo si sono ancora una volta saldati in un abbraccio che rende la coppia – concorso e bagarre – un sodalizio indissolubile. Tuttavia, prenderebbe una cantonata spaventosa chi pensasse che tutto ciò sia prerogativa del Festival della canzone italiana. Per via della loro natura soggettiva, i concorsi artistici sono da sempre nell'occhio del ciclone tanto che già “Don Chisciotte della Mancia” – pubblicato tra il 1605 e il 1615 – metteva in guardia dalla loro natura infingarda. Così come dalla inevitabile vanità degli artisti e dei loro entourage. A un certo punto del suo avventuroso viaggio, don Chisciotte si trova ospite in casa di don Diego Miranda che gli aveva descritto il figlio Lorenzo come «grande poeta». Intrattenendosi con il giovane, Don Chisciotte ne apprezza invece l'insolita modestia «perché non c’è poeta che non sia presuntuoso e non pensi di sé che è il più gran poeta del mondo». Dunque, chiedendogli di leggere le sue poesie, gli offre una donchisciottesca lezione di vita sul senso dei concorsi.

«Se sono versi per una gara letteraria, la signoria vostra cerchi di ottenere il secondo premio perché il primo lo consegue sempre il favore o l’importante grado della persona; il secondo solo il giusto merito; così il terzo viene ad esser secondo, e il primo, in base a questo conto, sarà il terzo, come per i gradi dei Licenziati che si danno nelle Università, ma, con tutto ciò, è segno di gran distinzione il titolo di primo».

Lorenzo legge dunque i suoi versi e Don Chisciotte, dopo averli uditi, trasale. «Siete il miglior poeta dell'orbe e meritereste di esser laureato non già a Cipro o a Gaeta ma dalle accademie di Atene, se oggi esistessero, o da quelle che oggi esistono di Parigi, Bologna e Salamanca!». Dal canto suo Lorenzo, anche se reputa Don Chisciotte un matto, va in brodo di giuggiole nel sentirsi lodare. «Oh, potere dell'adulazione, fin dove giungi e quanto estesi sono i confini della tua gradita giurisdizione!», chiosa Cervantes.

Insomma: niente di nuovo sotto il sole di Sanremo.

Miguel Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, Garzanti, 1974.

(L'Adige 13/2/2023)


Maurilio Barozzi LA BIBLIOTECA DI BABELE  L'attualità letta attraverso le pagine dei miei libri preferiti  Ogni lunedì, sulla pagina culturale del Quotidiano l'Adige

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