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Faulkner, il Santuario dello stupro e la pannocchia 4/9/2023

Aggiornamento: 24 ott 2023


Mucche a riposo sulla spiaggia di Goa

Lo stupro più laido, più infimo, più brutale della grande letteratura è quello perpetrato da Popeye sulla minorenne Temple Drake in un fienile infestato dai topi. È lo stupro di un gangster vuoto, perverso e per di più impotente. Infatti usa una pannocchia.

Lo racconta William Faulkner in “Santuario” (uscito nel 1931), un libro che parla di sbandati contrabbandieri di alcol che vivono in una bicocca come animali e del loro capo Popeye. Di Temple, figlia del giudice Drake, che adora far la smorfiosa e scappa da scuola per passare una serata in automobile con Gowan, un giovanotto più grande di lei, però avvezzo solo a sbronzarsi («bere come un gentiluomo», dice lui) e poi la lascia in balia dei distillatori. Di Horace, un molle avvocato che cerca di salvare un innocente ma non ci riesce e però scoperchia la vicenda di Temple. Del bordello della signorina Reba, a Memphis, in cui Temple viene rinchiusa da Popeye per evitare che possa raccontare ciò che le è capitato e ciò che ha visto. E parla di un’alta società che s’illude di coltivare saldi principi morali ma poi lincia un prigioniero condannato da una giuria che decide in «otto minuti», e sbaglia. Insomma, un libro che ha per protagonista assoluta la perdizione simboleggiata proprio da quello stupro - il santuario profanato - e dall’abiezione di luoghi senza legge - il fienile, il bordello - e senza giustizia - il tribunale e la città - in cui tutto accade secondo una logica strampalata e maligna. Chi paga, alla fine, paga per colpe che non ha commesso. Nessuno si salva. Certo non Popeye, lo stupratore e assassino, condannato a una vita grama dalla sua depravazione che, unita alla sua impotenza, fa di lui un fallito. Nè Temple, che testimonierà il falso incolpando un uomo di un delitto non suo. Ma non si salvano nemmeno i “cittadini perbene” che fanno finta di non vedere niente finché «bevono come gentiluomini» il distillato dei contrabbandieri, frequentano il bordello della signorina Reba o cicaleggiano di guardoni e ménage à trois. Per poi d’improvviso erigersi a giudici divini, e bruciare vivo un prigioniero.

William Faulkner, “Santuario”, Adelphi 2006.

(L'Adige 4/9/2023)


Maurilio Barozzi LA BIBLIOTECA DI BABELE  L'attualità letta attraverso le pagine dei miei libri preferiti  Ogni lunedì, sulla pagina culturale del Quotidiano l'Adige

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