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A Barcellona con Bolaño e Montalbán (1/11/2025 - l'Adige)

  • Immagine del redattore: Maurilio Barozzi
    Maurilio Barozzi
  • 1 dic 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 28 mar


Terreiro de Jesus a Bahia  all'imbrunire

Maurilio Barozzi - Le Città nei libri/20


Vicino a Catalunya, sulla Ronda de Sant Pere, ecco il palazzo che per qualche giorno sarà casa. Un edificio bello, massiccio e fregiato: tipico barocco catalano. Barcellona è città bellissima, ma molto poco spagnola. Più Paris che Madrid, verrebbe da dire. Se non ci fossero di mezzo Gaudì, Domènech i Montaner e Puig i Cadafalch.

Comunque. L’ascensore è tutto grate in ferro e funi a vista, e il cigolio della salita promette pelle d’oca. Quarto piano: due bagni in comune per svariate stanze. Diciamo spartane, per non far gli schizzinosi. Letto, niente armadio e lavandino mignon, di quelli che in carcere fan da orinatoio. Spariglia il balcone sull’Arc de Triomf e giù giù, a perdita d’occhio fin alla Vila Olimpica e al mare. Ecco dove han scattato la foto per AirBnb, furbacchioni.

Se vado a sud, c’è la Ribera, raccontata agli albori da Ildefonso Falcones (“La cattedrale del mare”). «Lì, nella stessa via del Mar, si erano installati gli orafi; le altre strade avevano preso il nome da banchieri, cotonieri e panettieri, vinai e formaggiai, cappellai, spadai e da un gran numero di altri artigiani. (...)



Galleria fotografica di Barcellona







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