• Maurilio Barozzi

Hawthorne e quell'America puritana - 27/6/2022


Mucche a riposo sulla spiaggia di Goa

L'America è un Paese strano. Capace di slanci rivoluzionari e intriso di gretto puritanesimo. Glorifica i giornalisti Woodward e Bernstein per lo scandalo Watergate ma dà la caccia ad Assange. Sostiene di esportare la democrazia nel mondo ma ancora applica in vari Stati la pena di morte. Proclama l’intangibilità dei diritti privati (compresi quelli di girare armati) ma non consente a una donna di determinare il proprio futuro. La recente decisione della Corte Suprema (a nomina politica) che annulla la libertà di abortire alle donne è un altro indicatore del sentimento ambiguo e spesso contraddittorio e che già nel 1850 Nathaniel Hawthorne aveva denunciato nel suo capolavoro “La lettera scarlatta”. All’epoca - siamo nella Nuova Inghilterra del 1600 - non si parlava di aborto, ma di adulterio. E, appurata la “colpa” della sventurata Hester Prynne, i benpensanti la costrinsero a portare una A (Adultera) cucita sugli abiti. Al di là dell’espediente letterario che farà scuola – quella A rappresenta un’allegoria a mille livelli (Adultera, ma anche Amore, Arte, Autonomia, Abilità… –, il libro di Hawthorne racconta la forza d’animo di quella donna («Il suo destino e le sue sventure l’avevano resa libera») e, viceversa, la codardia del prete Dimmesdale, suo concubino, che avrebbe voluto salire sul pulpito e gridare «io, il pastore nel quale riponete fede e riverenza, non sono altro che putridume e menzogna», ma non aveva il coraggio di farlo. La differenza di statura tra i due personaggi emerge in un dialogo sublime. Sette anni dopo la loro storia, i due si ritrovano faccia a faccia. Lei ancora con la A cucita addosso, lui che non ha saputo trovare pace. «Hester» grida alla fine Dimmesdale. «Tu dici di alzarsi e camminare a un uomo che già si sente piegare le ginocchia… Io non posso che morire qui. Io non ho più né la forza né il coraggio di avventurarmi per il crudelissimo mondo: di avventurarmi, solo!» «No, non andrai solo!» mormora Hester. Che, alla fine, coinvolgerà tutti in una sorta di catarsi collettiva. Un lieto fine che ben difficilmente però contagerà la corte suprema Usa: il suo padre putativo Trump dopo la decisione antiabortista gongolava: «È la volontà di Dio». Qualcuno gli consigli di leggere Hawthorne.

Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta, Mondadori 1951.

(L'Adige 27/6/2022)



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