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L'orso indomito e indimenticabile di Faulkner 13/3/2023

Aggiornamento: 11 lug 2023


L’orso, di William Faulkner, è una splendida storia di apprendistato che si svolge nella grande foresta. Ha come protagonisti la stessa foresta, un ragazzino (Ike) e un orso (Old Ben) che i cacciatori vogliono uccidere da diversi lustri ma che non riescono mai a trovare. Ike già a dieci anni era andato al campo degli uomini. Lì aveva sentito parlare del vecchio orso con una zampa rovinata da una trappola che aveva seminato «un corridoio di rovine e distruzione». Eppure, nei racconti di tutti gli uomini quell’orso non era malevolo. Un giorno, il nero Sam custode dei segreti della grande foresta, spiegò al ragazzo che l’orso si spingeva tutti gli anni fino ai pressi del campo. «Dicono che viene qui per far scappare gli orsetti. Gli dice di darsela a gambe da qui e non tornare finché i cacciatori non sono andati via». Spiega ancora Sam: «Viene a vedere chi c’è di nuovo al campo, tra i cacciatori, se sa sparare o no, se stavolta abbiamo il cane che può tenerlo a bada finché non arriva l’uomo col fucile».

Già, il fucile. Anche questo aveva insegnato Sam al ragazzino: se vuoi pensare di vedere l’orso devi scegliere. Perché l’orso non si farà mai vedere da un uomo col fucile. Così la mattina seguente il ragazzino tornò nella foresta senza fucile «aveva accettato di non avere né un vantaggio né una possibilità di scelta». E fu così, a mani nude, che il ragazzo, dopo aver camminato diverse ore, vide l’orso. «Non emerse, né apparve: era là e basta, immobile, fermo nella calda screziatura verde e senza vento del pomeriggio: non così grane come lo aveva sognato, ma grande quanto se lo era aspettato».

Il bosco di Faulkner è molto diverso da quello dei fratelli Grimm. Non c’è perdizione, anzi. «La foresta che il vecchio orso percorreva era l’università e il vecchio orso stesso era alma mater», scrive Faulkner.

Infatti, quando dopo sei anni uno dei cacciatori uccise Old Ben (con il coltello, non col fucile), tutto cambiò. Il gruppo perse il fuoco che ne animava il ritrovo, così come animava le loro storie vere, inventate, ingigantite, mitizzate. Smisero allora di ritrovarsi per la caccia. E la foresta fu divorata dall’arrivo della ferrovia.

William Faulkner, L’orso in La grande foresta, Adelphi, 2002.


(L'Adige 13/3/2023)


Maurilio Barozzi LA BIBLIOTECA DI BABELE  L'attualità letta attraverso le pagine dei miei libri preferiti  Ogni lunedì, sulla pagina culturale del Quotidiano l'Adige

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