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La libertà di stampa secondo Mark Twain 20/3/2023

Aggiornamento: 11 lug 2023


In tempo di social network è opinione comune che la libertà di parola sia una conquista garantita. Salvo spesso trovarla esercitata dietro le spoglie di fantasiosi nickname oppure, specie in talune nazioni, dapprima incoraggiata e poi punita. A inizio Novecento Mark Twain sostenne in un suo scritto esilarante che la libertà d’opinione, in realtà è esclusiva prerogativa dei morti. Con gustoso culto del paradosso, arrivò a scrivere che l’omicidio e la libertà di parola «per l’opinione comune sono crimini entrambi, tenuti in grande spregio da tutti i popoli civili. L’omicidio è a volte punito, la libertà di parola lo è sempre — quando viene esercitata. Il che è raro. Questa riluttanza a esprimere opinioni impopolari è giustificata: il prezzo da pagare è molto alto, può comportare la rovina economica di un uomo, può fargli perdere gli amici, può esporlo al pubblico ludibrio e alla violenza, può condannare all’emarginazione la sua famiglia innocente e rendere la sua casa un luogo desolato, disprezzato ed evitato da tutti. (…) A volte sopprimiamo un’opinione per ragioni che ci fanno onore, non onta, ma più spesso lo facciamo perché non possiamo sostenere l’amaro costo di dichiararla».

Mark Twain però, oltre che un grande scrittore, era anche un polemista. E la sua capacità di straniare era proverbiale. Nel suo libro “Sulla libertà di stampa” dopo l’inno alla libertà d’opinione, si supponeva di trovare un capitolo di lode ai giornali. E invece Twain spiazza tutti. A chi gli faceva notare di essere direttore di un giornale di agricoltura senza sapere molto dell’argomento, lui rispondeva così: «Faccio il giornalista da quattordici anni ed è la prima volta che sento dire che un uomo deve essere competente per dirigere un giornale. Perbacco! Sa chi recensisce i libri nei giornali? Gente che non ne ha mai scritto uno. Chi scrive i commenti sulla situazione finanziaria? Disgraziati che si sono sempre trovati nella situazione migliore per non capirne nulla.(…) Lei vorrebbe insegnare a me come si fanno i giornali! Signore, io conosco questo mestiere dall’alfa all’omega e le dico che meno uno sa, maggiore è il trambusto che provoca e migliore lo stipendio che prende».

Mark Twain, Sulla libertà di stampa, Piano B edizioni, 2010.


(L'Adige 20/3/2023)


Maurilio Barozzi LA BIBLIOTECA DI BABELE  L'attualità letta attraverso le pagine dei miei libri preferiti  Ogni lunedì, sulla pagina culturale del Quotidiano l'Adige

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