• Maurilio Barozzi

La natura imperturbabile di Butcher's Crossing 25/7/2022


Mucche a riposo sulla spiaggia di Goa

Ogni tanto, specie quando la brutalizziamo prendendoci molto più di quanto ci serve, la natura si ribella. E rimette al suo posto l'illusione di dominarla e vincerla che da sempre l'uomo culla.

Sembra ispirato a questi giorni di grande caldo e siccità il libro “Butcher's Crossing”. L'ha scritto (nel 1960) John Williams ed è un'elegiaca rilettura di “Moby Dick” in chiave western. Quattro uomini si avviano alla ricerca della mandria di bisonti che il vecchio Miller aveva visto dieci anni addietro. Già il primo giorno si rivela durissimo e pieno di sorprese. «Il caldo si accaniva sul corpo di Andrews e la testa gli pulsava dolorosamente a ogni battito del cuore» scrive Williams. E racconta la reazione delle bestie assetate al sentore dell'acqua. «I buoi ora arrancavano più in fretta, come se si fossero risvegliati da un sogno. Una leggera brezza venne loro incontro, increspando delicatamente l'erba. I cavalli aguzzarono le orecchie in avanti e Andrews avvertì sotto di sé l'irrigidimento improvviso e un impeto di movimento mentre il suo cavallo avanzava. Miller tirò le redini e gli gridò: “Tienilo forte. Sentono l'odore dell'acqua. Se non lo blocchi subito partirà al galoppo»”. Al termine di un viaggio faticoso, la comitiva trova la mandria di bisonti. Una mandria sterminata. E loro cacciano, cacciano e cacciano. Ne uccidono a migliaia, li scuoiano. Potrebbero tornare ma ne vogliono ancora. E dunque si incaponiscono in quella mattanza. Miller, il capo, a chi propone di smettere dice: «Voglio tornare a Butcher's Crossing con un carico vero. Voglio farli restare tutti a bocca aperta». (Non ricorda il pescatore Santiago di “Il vecchio e il mare”?). A quel punto però la natura presenta loro il conto. Prima una drammatica bufera di neve sorprende la spedizione e i quattro si salvano coperti dalle pelli dei bisonti uccisi. Poi, in primavera, mentre attraversano un fiume in piena, sono travolti dall'impeto delle acque e perdono sia un uomo che il carico di pelli. I sopravvissuti tornano a Butcher's Crossing a mani vuote: il sogno si è ormai schiantato contro la durezza della natura. E della loro ambizione senza misura.

John Williams, “Butcher's Crossing”, Fazi, 2013.


(L'Adige 25/7/2022)



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