• Maurilio Barozzi

Se la bestia rimane feroce: Bunker 31/10/2022


Mucche a riposo sulla spiaggia di Goa

Come si sente un uomo appena uscito di galera? Riuscirà a ritrovare un ruolo nel consorzio umano? Ci sarà qualcuno che gli dà una mano per favorire il suo reinserimento? Come si comportano nei suoi confronti le istituzioni? Sono domande fondamentali, e le risposte chiariscono molti aspetti della società in cui viviamo. Sono, queste, anche le domande che stanno al centro del romanzo “Come una bestia feroce” di Edward Bunker. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1973 e in Italia nel 1978 da Mondadori, Einaudi ha deciso di rilanciarlo nel 2001 dopo che il regista Quentin Tarantino che ne aveva attinto parzialmente nel film “Le iene” e, soprattutto, aveva affidato una parte (Mr. Blue) allo scrittore. Tra i precursori della moderna narrativa noir, “Come una bestia feroce” racconta, in forma abbastanza autobiografica, la vicenda di Max Dembo. Dembo è un criminale tossico che esce da San Quintino e cerca di rigare dritto. Il fatto è che, in fondo, lui si trova bene solo con canaglie della sua risma. E sono quelle le uniche persone che lo accettano. Per di più si imbatte in Rosenthal, un funzionario di tutela per la libertà condizionata che pare intenzionato solo a rendergli la vita difficile, anziché aiutarlo. Così l'indole di Dembo riaffiora e lo riporta sulla via del malaffare. Il tema ricorda in qualche modo la vicenda di Valjean, il protagonista de “I Miserabili” di Victor Hugo, ma l'epilogo è di tutt'altra natura. Soprattutto, l'originalità di Bunker sta nel suo raccontare con cruda anatomia anche i dettagli più ripugnanti della vita di un tossico e delle rapine di un criminale attingendo a piene mani dalla sua esperienza personale. Nessuno sembra salvarsi nel mondo di Bunker: non Dembo, per il quale l'autore non intercede mai, salvo concedergli alcune riflessioni che diventano un vademecum di psichiatria criminale. Non si salva la cinica polizia, né il ripugnante Rosenthal. Non si salva la società civile, troppo intenta a occuparsi delle proprie belle cose per accorgersi degli sfigati. Ricacciandoli così oltre la linea della legalità. E rendendoli dunque una minaccia quotidiana per tutti, loro compresi. Come un grumo rinsecchito, il finale spreme il succo della visione di Dembo/Bunker: «Fanculo!»


Edward Bunker, “Come una bestia feroce”, Einaudi, 2001.

(L'Adige 31/10/2022)



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