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Tra lago di Garda e Monte Baldo con Permunian 24/4/2023

Aggiornamento: 11 lug 2023


Non c’è cicloamatore residente nei pressi del lago di Garda che non si sia cimentato in bicicletta sulla salita dei Lumini. In realtà si dovrebbe dire “di Lumini” visto che Lumini è il nome del piccolo borgo sul Monte Baldo dove approda l’ascesa che parte da Caprino Veronese. Questo per dire che, con dotta soavità, proprio lì ci porta pure Francesco Permunian col suo “Stradario sentimentale del lago di Garda e del monte Baldo”, recentemente uscito per l’editore Oligo di Mantova.

Imbattendosi in suggestioni, evocazioni, riflessioni e citazioni di imperituri autori che il Garda frequentarono negli anni passati, il flâneur Permunian compie struggenti giri del lago partendo da villa Brunati di Rivoltella. Una sosta a Sirmione per ricordare Maria Callas, una a Malcesine per rievocare Goethe, il passaggio da Torbole per il Canto di un merlo prigioniero di Trakl, e poi Riva del Garda rievocando Kafka prima di salire a Tremosine e ridiscendere a Gargnano con Lawrence.

Un giorno però, Permunian si avventura da San Zeno verso il Baldo, su quella salita che nei ciclisti congiura piacere visivo e sofferenza fisica. E l’autore vi aggiunge una dimensione: la temporalità che si fa profonda fondendosi con la Storia. O con una storia. Nel caso, quella di Ada Sandri, maestra che a quell’epoca - siamo nel Ventennio fascista - «faceva la spola tra Lubiara e le Elementari di lumini percorrendo, a piedi, dieci chilometri all’andata e altrettanti al ritorno».

Senza svelare l’intreccio, ne esce uno scritto breve, però tenero e immaginifico, di un borgo «appartato di montagna» perlopiù muto, dove le uniche voci a risuonare sono proprio quelle delle maestre. Voci che si fanno vive attraverso le pagine dei loro registri o diari. «Scarseggia la frequenza e la puntualità» dei ragazzini, annota maestra Clotilde.

In un afflato borghesiano, Permunian ci rammenta che ancor oggi gli oggetti sono ancora lì, a testimoniare la presenza di Ada e «per tale motivo occorre interrogare i marmi e le pietre di Lumini, nonché la sua piazza sovrastata dall’antica chiesa dedicata a Sant’Eurosia». Per poi tornare su «quella frondosa e sinuosa strada che da Caprino Veronese sale fino alle prime case del borgo di Lumini. Dove, sul finire degli Anni ’30, Ada incontrò per caso Luigi Tempo».

Francesco Permunian, Stradario sentimentale, Oligo, 2023.



(L'Adige 24/4/2023)


Maurilio Barozzi LA BIBLIOTECA DI BABELE  L'attualità letta attraverso le pagine dei miei libri preferiti  Ogni lunedì, sulla pagina culturale del Quotidiano l'Adige

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