top of page
  • Maurilio Barozzi

Vialli, Mihajlovic e l'animale morente 9/1/2023


Mucche a riposo sulla spiaggia di Goa

«Consolarla era impossibile» perché «in ogni persona ragionevole si nasconde un'altra persona che ha una paura matta della morte». A parlare è Philip Roth per bocca del suo alter ego David Kepesh, il professore universitario protagonista del romanzo “L'animale morente”. Il riferimento è alla sua amante Consuela Castillo malata di cancro a 32 anni. In quelle pagine Roth racconta i timori, le angosce, i ripensamenti di una giovane donna che si sente vicina all'aldilà. «Il tempo per i giovani è sempre fatto di ciò che è passato, ma per Consuela il tempo, adesso, è quanto le rimane del futuro», dice.

Ho scelto questo romanzo, sensuale e drammatico, perché Roth vi tocca anche i sentimenti di chi sta vicino a una persona malata con la sua consueta sincerità, talvolta al limite dell'irritante. Una sincerità artistica distante dalla retorica del «coraggio nell'affrontare la malattia» usata spesso in questi giorni a commento delle premature morti per cancro dei calciatori Mihajlovic e Vialli. Giovani e belli proprio come la protagonista di Roth. Più che il coraggio, ciò che nel loro caso ha impressionato è stata la paura che anche icone della fisicità hanno manifestato nei loro ultimi giorni. Senza vergogna e, forse, senza pudore. È stata questa esibizione di debolezza, di umanità, di mortalità a farci commuovere: non erano più il poster della bellezza, della bravura e del successo. Erano due giovani uomini che, dopo essere stati accarezzati, sono stati colpiti a tradimento dalla sorte. Improvvisamente ecco due uomini come noi. Anzi, più sfortunati di noi. E loro si sono messi a nudo. Nel romanzo Consuela fa la stessa cosa: a un certo punto, si toglie il fez che teneva sempre in testa svelando tutta la sua fragilità. E nello stesso tempo smascherando la fragilità di David. «Vederla senza cappello fu straziante. Una donna così giovane e bella con una specie di soffice alone di capelli cortissimi, fini, incolori, insignificanti... Era giunto il momento traumatico in cui si verifica il cambiamento, quando scopri che le aspettative dell'altra persona non possono più somigliare alle tue e che, per quanto tu ti comporti e possa continuare a comportarti nel modo più appropriato, lui o lei se ne andrà prima di te: e, se sei fortunato, molto prima».

Philip Roth, L'animale morente, Einaudi, 2002.

(L'Adige 9/1/2023)



Maurilio Barozzi LA BIBLIOTECA DI BABELE  L'attualità letta attraverso le pagine dei miei libri preferiti  Ogni lunedì, sulla pagina culturale del Quotidiano l'Adige

Maurilio Barozzi

LA BIBLIOTECA DI BABELE

L'attualità letta attraverso le pagine dei miei libri preferiti

Ogni lunedì, sulla pagina culturale del Quotidiano l'Adige













0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page