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Vienna tra Sacher e Kebab (1/9/2025 - l'Adige)

  • Immagine del redattore: Maurilio Barozzi
    Maurilio Barozzi
  • 7 set 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 28 mar

Sacher e Kebab che convivono lungo le strade viennesi assurgono a simbolo di una città oggi multietnica e cosmopolita. Dove tuttavia non mancano note di nostalgia per i tempi dell'impero né, d'altra parte, caustiche ironie


Maurilio Barozzi - Le Città nei libri/17


Come appare distante l’assedio del 1683 descritto da Nick Thorpe nel suo libro “Il Danubio”, quando «dopo più di due settimane di assedio, i Turchi riuscirono ad aprire un’enorme breccia e le truppe entrarono a Vienna per la prima e unica volta. Dopo ore di aspri combattimenti corpo a corpo, però, furono respinti». Oggi Vienna è a tutti gli effetti una città cosmopolita e multietnica. «L’incontro tra l’Europa e l’impero ottomano» che, scrive Claudio Magris, «aggredendosi e dilaniandosi, finiscono per compenetrarsi impercettibilmente e per arricchirsi a vicenda». Sacher e Kebab che convivono lungo le strade viennesi assurgono a simbolo.

Sebbene lontani appaiano i clangori di scimitarra, basta una passeggiata tra i magniloquenti palazzi del Ring – dal Burgtheater, al Parlamento, al Neues Rathaus - per tornare alla Vienna imperiale. E poca fantasia serve per immaginare le pagine di Joseph Roth, ambientate a inizio 1900 (...)



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