La Storia vuol vedere Praga d'oro (3/3/2025 - l'Adige)
- Maurilio Barozzi

- 3 mar 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 28 mar

Maurilio Barozzi - Le Città nei libri/11
E allora tutti con la testa all’insù, a osservare l’orologio astronomico. Da lì si comincia, a Praga, città dove Keplero sedette alla corte dell’imperatore RodolfoII. Orologio, tempo cronologico, tempo astronomico. E in mezzo l’astrologia, con tanto di equivoco tra Marte e Venere nell’esilarante racconto (“La stella di Wallenstein”) del praghese Leo Perutz sullo sfondo del tentativo di rapire l’epulone Mordecai Meisl, «così ricco che sparge addirittura lo zucchero sul miele».
Sempre astronomia, sempre Keplero, con Franco Cardini a raccontare in “Come Praga divenne magica” che il simbolo dell’ingresso di Praga nella modernità è «un astronomo danese naturalizzato praghese, Tycho Brahe, il quale in onore dell’imperatore-alchimista Rodolfo II elaborò i calcoli necessari all’organizzazione delle Tabulae Rudolphinae che consentirono a Keplero di confermare definitivamente le tesi copernicane. Dal sogno alchemico alla scienza delle stelle: anche ciò è Praga».
Crocevia di terre, centro nevralgico della Mitteleuropa, Praga è sempre in bilico tra Austria e Ungheria, tra quadratura tedesca, affarismo ebraico, libertà slava. (...)






























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