2014 Caipirinha Mundial #10 - Delusione Spagna
- Maurilio Barozzi

- 20 giu 2014
- Tempo di lettura: 2 min

Brasile, 2014.
SALVADOR DE BAHIA (Brasile) – Li avevamo lasciati un anno fa, durante la Confederations Cup, in un hotel di Recife, derubati da alcune prostitute dopo una notte di strip poker. Li abbiamo ritrovati in mutande sui campi di calcio dei mondiali brasiliani, quest'anno. I giocatori della Spagna sono stati defraudati anche dell'orgoglio: sette gol in due partite sulla groppa e solo uno (su rigore) fatto. La prima squadra che lascia il mondiale è quella che detiene il titolo: davvero oltre al demerito sportivo c'è anche l'amor proprio distrutto da due batoste come quelle prese con l'Olanda e poi col Cile. Con un portiere senza qualità e, come dice qualcuno qui, Piquet abile solo a portare a spasso la fidanzata Shakira, la Spagna è tornata ad essere la squadretta che era prima del ciclo che l'ha portata a vincere mondiale e europeo. Ovvero un team mediocre, senza fame di successo e lezioso nel gioco. Un tichitaca che da efficace e di buon gusto estetico (quando portava a risultati positivi) si è involuto in palleggio sterile e stucchevole, come quando un torero, per impressionare il pubblico della corrida, si mette in ginocchio ad attendere il toro, ma alla fine viene incornato.
Eravamo rimasti malissimo, noi italiani, nel 1986, quando – detentori del titolo – fummo eliminati dalla Francia agli ottavi di finale. Un due a zero disonorevole, si disse allora. La Spagna ha fatto peggio, molto peggio. E adesso qui spuntano come funghi commentatori che sostengono di aver sempre detto che la Spagna non sarebbe andata avanti in questo mondiale. Come sempre: il lunedì tutti fanno tredici.


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Caipirinha Mundial — Brasile 2014.
L’ultimo Mondiale con l’Italia.
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