2014 Caipirinha Mundial #12 - Il ghiaccio di Cristiano Ronaldo
- Maurilio Barozzi

- 22 giu 2014
- Tempo di lettura: 2 min

Brasile, 2014.
SALVADOR DE BAHIA (Brasile) – Dopo la seconda, triste, partita dell'Italia e pure dopo la prima del Portogallo, qualcuno comincia a dubitare della crioterapia cui si sottopone l'asso Cristiano Ronaldo e alla quale hanno fatto ricorso gli azzurri. Si dice che Ronaldo abbia speso 45 mila euro per una camera verticale che porta l'ambiente a 110 gradi sotto zero. La temperatura più bassa che il corpo umano possa sopportare. Per non congelare, l'atleta deve stare con il corpo completamente secco, i guanti, mutande e calze di cotone. Si dice che il recupero sia molto più rapido, in questo modo. Ma a giudicare dalla seconda partita dell'Italia, sconfitta dal sorprendente Costa Rica (ma ai mondiali non esistono squadre sorprendenti, esiste solo chi vince e chi perde, basta), questa tecnica di recupero può essere tranquillamente messa in discussione. E pure per Cristiano Ronaldo vale lo stesso. Un professore di Fisioterapia dell'Università di Brasilia, João Durigan, ha infatti sostenuto che non c'è alcuna certezza che tale trattamento sia utile per il recupero della forma fisica. In particolare, ha parlato di spesa folle e inutile. «Non esistono prove che le camere di crioterapia siano più efficaci della vecchia tecnica della borsa del ghiaccio». Insomma, alla vecchia: con una borsa di nylon sulle gambe si potrebbe ottenere lo stesso effetto della costosa camera. Sarà vero? Quello che è certo è che per mettere a tacere (anche) queste voci l'Italia dovrà battere l'Uruguay (anche un pareggio, in realtà, andrebbe bene). E poi tutti nella camera a meno centodieci gradi, chissà che bellezza!


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Caipirinha Mundial — Brasile 2014.
L’ultimo Mondiale con l’Italia.
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