2014 Caipirinha Mundial #5 - Portieri mattacchioni
- Maurilio Barozzi

- 15 giu 2014
- Tempo di lettura: 2 min

Brasile, 2014.
SALVADOR DE BAHIA (Brasile) – In Brasile si dice che per fare il portiere devi essere matto o gay. Anche se in realtà la traduzione del termine brasiliano 'bicha' è molto meno politically correct. Il problema di Casillas, portiere della Spagna, è che non è né uno né l'altro. Il fatto di aver baciato in pubblico la giornalista Carbonero, evidentemente, ha fatto piazza pulita su eventuali inclinazioni omosex. E però si è risolto in un fuoco fatuo di follia, guarito con due semplici gocce di valium e senza far ricorso ad alcun tso (trattamento sanitario obbligatorio). Questo sarebbe di per sé sufficiente a fargli cambiare mestiere, per alcuni brasiliani. Per tutti gli altri sono arrivate le cappelle della partita d'esordio contro l'Olanda a spingere l'opzione di bontà della bizzarra teoria.
In realtà anche Julio Cesar, il portiere del Brasile non pare del tutto immune. Non conosco le sue inclinazioni, e non mi interessano. Nemmeno conosco il suo stato mentale (e anche questa è una faccenda personale sua). Di sicuro quello visto in campo contro la Croazia non sembra il giocatore di qualche anno fa. Lui però, a differenza del collega spagnolo Casillas, non si è trovato sul groppone una manita di gol da recuperare in fondo al sacco. Così per ora la fa franca e rimane al suo posto. Quello che appare – quasi – sicuro è che non gli dedicheranno un museo, come stanno facendo in questi giorni per Pelè con le foto delle sue gesta in campo e naturalmente quelle in cui alza la Coppa Rimet. Del resto: a chi può capitare di averlo fatto tre volte?


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Caipirinha Mundial — Brasile 2014.
L’ultimo Mondiale con l’Italia.
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