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Il confine è l'anima di Gorizia (4/8/2025 - l'Adige)

  • Immagine del redattore: Maurilio Barozzi
    Maurilio Barozzi
  • 4 ago 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 28 mar

Per la sua posizione, Gorizia è sempre stata una città crocevia tra i mondi romanico, germanico e slavo. Nel 2025, con la sua gemella Nova Gorica, è Capitale europea della cultura.


Maurilio Barozzi - Le Città nei libri/16


Due stati, oggi, condividono la stessa piazza di fronte alla stazione ferroviaria: uno è la Slovenia, che la chiama Trg Evrope, l’altro è l’Italia, che invece preferisce Piazza Transalpina. Attorno, adagiate come sorelle siamesi, le città di Nova Gorica e Gorizia. Ci sono volute le complesse chirurgie dell’Unione europea e dei trattati di Schengen - cui la Slovenia ha aderito nel 2004 e nel 2007 - perché le due città fossero rigirate e ricucite frontalmente, dopo che per anni si erano date la schiena, torturate da un filo spinato. A proposito, racconta Guido Piovene di un matrimonio tra un uomo italiano e una donna di origine slava che si festeggiava nell’osteria della stazione, sul confine. Per salutare gli sposi, due zie della ragazza si affacciarono vicino alla sbarra della frontiera, sul versante jugoslavo, dietro all’impassibile sentinella. Appena le scorse «lo sposo si portò la mano alla bocca e gridò: “Zie!”; si videro, dalla par te opposta, le due sventolare la mano. Un altro giovane lanciò un sacchetto di confetti, ma esso ricadde nel piazzale, ai piedi della sentinella. Poi le zie si voltarono e sparirono». Siamo nel 1953. (...)




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