• Maurilio Barozzi

La Cracovia della pallavolo

Aggiornato il: 4 mar 2019


CRACOVIA (Polonia) – A vederla brillare, bianchissima, dal verde del Parco Lotników, la Tauron Arena di Cracovia – il palazzetto dove si giocheranno le finali di Champions League 2016 di volley - sembra un gigantesco nido di processionaria. Invece è figlia di acciaierie tipo quelle di Nowa Huta e, costruita nel 2014, è la più sfavillante icona della Polonia contemporanea.

Tutto quell'acciaio, proteggendola, nasconde la struttura, quasi una forma di timidezza che invece all'interno trasuda orgoglio e magniloquenza. Quindicimila posti a sedere, ristoranti, sauna, fanno dell'impianto il più grande di tutta la Polonia. «Forse anche di tutta l'Europa dell'Est» dice un tizio che controlla le generalità dei giornalisti. A chiedere agli abitanti, «il più» è il leit motiv di tutto quello che si vede, qui a Cracovia. La piazza del mercato? «La più grande d'Europa». Ho controllato: non è vero. Ma intanto l'han buttata lì. La Jagellonica? «L'Università più antica d'Europa». Anche se poi precisano «Con Padova e Bologna». Parliamo di pub? «A Cracovia c'è il più prolifico numero di locali in rapporto agli abitanti. Come Parigi» si vanta un barista. Faccio presente che, quanto a quello, anche in Trentino non siamo messi male. Lui aggrotta le sopracciglia: «Trentino?». Sì, buonanotte.

Eppure qui, terra di pallavolo, il Trentino lo dovrebbero conoscere bene. Dal 2009 è già la terza volta che Trento viene a giocarsi la Champions League di volley in Polonia. Due a Lodz (nel 2010 vinse, nel 2014 arrivò terza) ed ora a Cracovia. E visto che questo è lo sport nazionale (dopo il calcio, s’intende), pare impossibile che non conoscano il Trentino. Ma è inutile discutere: il barista sta già prodigando ad altri avventori nuovi mirabolanti record cittadini.

Negli ultimi nove anni, questa è la quarta edizione che la fase finale della Coppa campioni di volley si disputa in Polonia e nel 2014 ci hanno ospitato anche i Mondiali (vincendoli). Organizzare queste manifestazioni significa due cose: avere molti soldi da investire e squadre di alto livello che ambiscono al titolo.

Sul primo punto, i soldi, pare ne comincino a girare parecchi. Per dire: il trentino Lorenzo Bernardi, giudicato il più forte pallavolista del Ventesimo secolo, è approdato in Polonia per allenare lo Jastrzebski Wegiel. Il francese Stephane Antiga, dopo aver giocato qui dal 2007 al 2014, ha preso in mano la Nazionale ed ha vinto il titolo iridato. L'argentin-spagnolo Miguel Angel Falasca ha prima giocato e poi allenato il Belchatow. E si dice che gli ingaggi delle squadre polacche siano di tutt'altra consistenza rispetto a quelli che circolano ad esempio in Italia. Pensare che, negli anni Novanta, quando viaggiavo in America latina, per togliermi dai piedi scrocconi e questuanti mi spacciavo per polacco. Altri tempi.

Per quanto riguarda poi le squadre di spessore, capaci di ambire al titolo continentale, pure quelle non mancano. Quest'anno in Polonia avevano anche cullato il sogno di giocare un doppio derby pallavolistico: da una parte una semifinale tra due italiane – Diatec Trentino e Lube Civitanova – dall'altra proprio due polacche. Oltre all'Asseco Resovia, ammessa di diritto per aver messo mano al portafogli e orchestrato l'evento, avevano sperato fino all'ultimo di trovare a Cracovia anche lo Skra Belchatow. Ma l'illusione è durata fino alle prime battute della partita di ritorno del quarto di finale. Quando i tartari dello Zenit Kazan sono calati su Lodz, strapazzando lo Skra, e ora puntano su Cracovia, come fecero i loro antenati quasi ottocento anni fa. Così, per i derby, dovranno accontentarsi di quello italiano. Che sarà il preludio all’altro evento della Tauron Arena: il concerto di Al Bano e Romina Power: il 15 maggio, ore 18. Imperdibile.


(L’Adige 16 aprile 2016)