Sul Gange, il fiume venerabile di Varanasi (2/9/2024 - l'Adige)
- Maurilio Barozzi

- 2 set 2024
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 28 mar

Maurilio Barozzi - Le Città nei libri/5
VARANASI (India) - Varanasi – o Benares – non è l’India, tuttavia non puoi farti un’idea dell’India senza esserti fermato a Varanasi. Addirittura, Jorge Luis Borges l’ha cantata senza averla veduta: «Il brusco sole,/ lacera la completa oscurità/ di templi, letami, carceri, patios/ e scalerà i muri/ e splenderà in un fiume sacro». Dominique Lapierre, nel suo “India mon amour” parla della «santissima città di Benares, dove tanti indiani vengono a morire per sottrarsi alla fatalità di una reincarnazione sulla terra. Ai piedi della città santuario scorre infatti il Gange, grande canale funebre che ha il potere di concedere ai suoi adoratori l’ingresso definitivo nell’eternità».
Avvicinarsi al fiume nel buio che precede l’aurora significa percorrere vicoli putridi, fangosi e puzzolenti dove mendicanti dormono infagottati in stracci su rialzi in pietra, ignari o dimentichi dei ratti che sgusciano affamati. Discesa infine una scalinata a imbocco sull’acqua - i famosi ghat - ecco il Gange, tanto largo che la sponda opposta pare perdersi nel buio della notte o nella foschia del giorno. (...)
La galleria fotografica di Varanasi

















































Commenti