• Maurilio Barozzi

In bici a Compostela. Tappa1. Da Jaca a Viana (Logroño)



1) Jaca-Viana (Logroño)

Distanza: ~Km. 200

Tempo effettivo di percorrenza in bici: almeno 10 ore.

Picchi di altitudine: Jaca (818 m. slm) e Sangüesa (404 m. slm), ma il percorso è molto vario.


Da Jaca a Puente la Reina

Si parte da Jaca (818 m. slm) e ci si dirige verso ovest, costeggiando il rio Aragon. La concha del Camino, una conchiglia stilizzata su un cartello segnaletico blu con il vessillo dell’Unione europea, indicherà il tragitto.


Verso Berdun

Arrivati a Berdun, un bel paesino di chiara origine medievale situato su un colle, conviene verificare i rifornimenti: acqua e cibo non si troveranno più per diversi chilometri.


Berdun

In compenso sarà possibile visitare Escó e Tiermas, due villaggi completamente disabitati, all’imbocco del Pantano de Yesa.


Escó

Domina la strada il monastero di Leyre. Nato come un solitario cenobio benedettino, intorno all’Anno Mille Leyre diventò un baluardo contro l’avanzata musulmana, giungendo ad ospitare la corte navarra. Anche la leggenda del monaco San Virila è ambientata proprio qui: sulla collina il monaco rimase estasiato ascoltando il canto di un usignolo e perse la nozione del tempo; quando si riebbe e rientrò al monastero scoprì che erano trascorsi trecento anni.


Leyre. Il monastero

Sangüesa (404 m. slm), a circa 80 chilometri da Jaca, potrebbe essere ottima per effettuare una sosta. Qui è possibile dormire gratuitamente in un convento molto accogliente, gestito dalle suore.


Sangüesa, il rifugio dei pellegrini

Oppure alla pensione Yamaguchi. È interessante ricordare che proprio a Sangüesa fece tappa anche San Francesco d’Assisi, pure lui pellegrino a Compostela.


Sangüesa

Si prosegue in direzione Pamplona arrivando alla piana dell’Alto dei Loiti.


Alto dei Loiti

Questo tratto (fino a Viana circa 120 Km) diventa piuttosto impegnativo per i continui saliscendi che non concedono tregua. Vale la pena fermarsi ad osservare il Foz de Lumbier, il cañyon che il torrente Salazar forma poco prima di gettarsi nel fiume Irati (affluente dell’Aragon): se si effettua il Camino in mountain bike è possibile uscire dalla strada per visitarlo da vicino.


Foz de Lumbier

Ci si mantiene poi sulla strada statale fino a Monreal e si arriva ad un bivio: a sinistra si va a Viana, a destra si arriva a Pamplona (circa 40 Km.), capitale della Navarra. Se si hanno due giorni in più a disposizione conviene deviare e farvi tappa. Tra il 6 ed 12 luglio poi si celebra S. Firmino: una settimana di corride con l’encierro, la corsa dei tori per le strade della città’, così descritta da Hemingway in Fiesta: «Lo scoppio di un razzo annunciava l’uscita dei tori dai recinti alla periferia della città. Correndo sarebbero ora passati attraverso le strade fino all’arena. [..] La strada era vuota, mentre tutti i balconi erano gremiti di persone. Ad un tratto gente cominciò a venir giù per la strada. Correvano vicini. Passarono e sparirono verso l’arena, poi dietro di loro altri uomini corsero più veloci, poi vennero pochi isolati che davvero correvano. Dietro di loro c’era un piccolo spazio libero, poi i tori venivano al galoppo e roteando le corna. Il tutto scomparve alla vista dietro l’angolo. Un uomo cadde e si tirò da parte, rimase immobile, disteso. Ma i tori passarono oltre e non badarono a lui. Tutti uniti correvano. [...] Poi finalmente ci fu lo scoppio del razzo: significava che i tori erano stati rinchiusi nei recinti».


Pamplona. Sanfirmines

Ritornando sulla via del Camino si ripercorrono gli scenari delle leggende della Chanson de Roland. In direzione Viana si arriva a Puente la Reina, dove si può vedere il monumento al pellegrino e lo splendido ponte che caratterizza la città.


Puente la Reina

È anche possibile, per chi si muove sulla mountain bike, percorrere dei brevi sterrati che costeggiano la via principale, comunque segnalati. Se si sceglie questa opzione, nei pressi di Ciraqui si passa sul fiume Salado. Secondo la leggenda, nei pressi del fiume erano soliti sostare i banditi, i quali incitavano i pellegrini ad abbeverare le mule. Queste si ammalavano immediatamente e morivano perché sembra che le acque fossero tremendamente velenose; così i banditi le scuoiavano e si impossessavano della pelle. Ancora una cinquantina di km. e si arriva a Viana, ultimo centro della provincia di Navarra. L’interessante chiesa gotica S. Maria diede prima sepoltura Cesare Borgia, ispiratore del Principe di Machiavelli, ucciso in combattimento proprio a Viana, nel 1507, durante l’assedio di Pamplona.


Viana. Part. della chiesa S. Maria

I ciclisti possono dormire nella Casa Parroquial oppure se si cerca un po’ di vita, si può proseguire per una decina di km, fino a Logroño. Qui le possibilità sono infinite: c’è il Refugio de Peregrinos, oppure i numerosissimi alberghi, per ogni gusto.


Gastronomia: La olla podrida aragonese, una sorta di zuppa i ceci, verdura e carni varie, condito secondo la tradizione spagnola con abbondante utilizzo di olio d’oliva, aglio e spezie. Spuntini tipici sono le tapas a base di olive, sottoaceti, spiedini, prosciutto, frutti di mare e tortillas (frittate).

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