• Maurilio Barozzi

In bici a Compostela. Tappa2. Da Viana a Carrion de los Condes

Aggiornato il: feb 3



2) Viana-Carrion de los Condes

Distanza: ~Km. 225

Tempo effettivo di percorrenza in bici: 10, 12 ore.

Picchi di altitudine: Logroño (384 m. slm) - Puerto Pedraja (1.163 m. slm).


Da Viana si arriva subito a Logroño (384 m slm), capoluogo de La Rioja, città natale di Quintiliano (circa 40 d. C.) che poi giunse a Roma al seguito dell’imperatore Galba. Fu qui che entrarono in uso per la prima volta le cifre arabe, oggi diffuse universalmente. Vale la pena visitare la calle Mayor e la gotica cattedrale di S. Maria de la Redonda.

Lasciata Logroño ci si inoltra nella zona vinicola della Rioja dove in autunno, senza farsi pescare dai contadini, è possibile assaggiare direttamente l’uva del posto che matura su strani vigneti “rasoterra”. Una cinquantina di chilometri (si possono percorrere anche degli sterrati) e si arriva a Santo Domingo de la Calzada (638 m. slm) che prende il nome dal santo che trascorse la sua vita a lastricare il Camino: è l’ingresso nella torrida regione della Castiglia y Leon. In una decina di km si arriva ai piedi del puerto Pedraja (1163 m slm), che alcuni pellegrini descriveranno come la salita più dura del mondo. Niente di tutto questo, è solamente una salita abbastanza impegnativa, da affrontare in scioltezza e poi giù, in picchiata verso Burgos. Se 120 km al giorno vi sembrano sufficienti potete fare una tappa avventurosa: S. Juan de Ortega, una decina di km. prima di Burgos, completamente fuori dal traffico. Lì c’è un antico monastero in cui si viene ospitati come un tempo e dove i pellegrini mettono in comune il cibo da consumare assieme alla sopa, offerta dal parroco.

Burgos (806 m. slm) è molto bella ed in bici si visita benissimo. La città probabilmente fu fondata nel 844, e già nel 920 è definita “città’”. I pellegrini del medioevo sostenevano che nella cappella di Santiago vi fosse un’immagine di Cristo alla quale cresceva la barba e sgorgasse sangue. D’obbligo è una visita alla imponente Catedral. Non va dimenticato (ma ci penserà la segnaletica a ricordarlo) che Burgos è la città del Cid. Rodrigo Diaz de Bivar (El Cid Campeador) nacque infatti a Burgos nel 1043 e visse alla corte di Alfonso VI. Dopo essere stato esiliato, mentre gli Arabi riprendevano l’iniziativa militare contro il regno di Castiglia, organizzò una controffensiva contro di loro. Riuscì a espugnare Valenza e a battere il califfo Yucef, ottenendo grande fama. Le sue gesta ci sono tramandate dal più importante poema dell’epopea medievale spagnola, il Cantar de mio Cid.

Se qualcuno volesse dormire a Burgos gratuitamente, può provare a chiedere accoglienza al Seminario Mayor (ma non è sicura l’accoglienza). Ci sono comunque circa venti ostelli, ed una ventina di alberghi (informazioni in Plaza Alonso Martinez 7, tel. 20.31.25).

Strade sterminate, con ininterrotti su e giù, conducono poi da Burgos fino a Carrion de los Condes, per un centinaio di chilometri dove si pedala in tranquillità passando per Olmillos de Sasamon (si può ammirare uno splendido castello turrito ), Villanueva de Argaño, Melgar de Fernamental, paesi dove il tempo pare essersi fermato più di cinquanta anni fa. La strada è quella principale, come sempre poco trafficata e con un ottimo margine di fuga ai lati, ideale per i ciclisti. Le segnalazioni del Camino non lasciano alcun dubbio: la Concha fornirà indicazioni molto dettagliate.

A Carrion de Los Condes ci sono due “refugio do peregrino” ed anche altre diverse possibilità di alloggio. Anche questa è una città storica. Gli Infanti di Carrion – narra il poema del Cid –, figli dei conti Beni-Gomez, ottennero la mano delle figlie del Campeador. Essi però, dopo aver ottenuto la dote dal Cid, rivelandosi dei vili nelle battaglie sostenute, legarono le giovani a degli alberi e le abbandonarono. Il Cid chiese e ottenne giustizia dal re: vinse in duello gli Infanti e diede le fanciulle in sposte ai re di Navarra e di Aragona.


Gastronomia: Nella regione della Rioja sono molto famosi i vini, molto aromatici e considerati tra i migliori della Spagna. Non si può evitare di mangiare la paella, il più famoso piatto spagnolo, che si basa su riso allo zafferano mischiato a pesce, pollo maiale e frutti di mare.


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